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Responsabilità e Cambiamento

 

"È vero che non sei responsabile di quello che sei,

ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei." (Sartre)

 

La famosissima frase di Jean Paul Sartre è stata per me una delle frasi più illuminanti ma più difficili da integrare ed accettare della mia vita personale e professionale.

Il filosofo esistenzialista francese introduce qui il concetto di responsabilità, uno degli aspetti fondamentali della psicoterapia Gestalt.

 

Ma cosa vuol dire nello specifico e come puoi iniziare ad usare questo concetto da subito nella tua vita?

 

Responsabilità e cambiamento.

 

La parola responsabilità è spesso fraintesa: spesso la vediamo come una seccatura, un’obbligo, una prescrizione a fare qualcosa che non ci va di fare ma che in qualche modo dobbiamo.

 

“E’ una tua responsabilità rispondere alle mail dei clienti”

“Ti stai comportando da irresponsabile!”

Ecc.

 

In realtà se vediamo la responsabilità come la nostra capacità di rispondere agli eventi o alle situazioni (Respons-ability) allora assume già una nuova colorazione, un significato diverso.

 

Assume un potere. Tu assumi un potere.

 

Da un grande potere derivano grandi responsabilità” sentenziava lo zio Ben allo Spiderman dei fumetti. Ma come suggerisce lo scrittore Mark Manson è vero anche il contrario, ovvero che da grandi responsabilità derivano grandi poteri!

 

Più sei in grado di capire questo concetto, più riuscirai ad applicarlo, più riuscirai a riprendere pezzi della tua vita che prima ti sfuggivano.

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Qui non si sta parlando di pensieri new age o altre sciocche credenze della psicologia positiva: ci sono cose che non puoi controllare, che non puoi semplicemente decidere tu.

Una volta ho visto un tizio con una maglietta con scritto “Non sei Dio, perciò: tranquillo”.

Ed è esattamente questo: non sei Dio. Sei come tutti un essere umano tra gli umani e viviamo tutti più o meno nella nostra dose di miserie di cui abbiamo solo un minimo controllo. Delle volte neanche quello.

 

Ma c’è una cosa sulla quale hai un controllo e forse finora non te ne sei nemmeno accorto.

 

Puoi decidere cosa fare con quello che ti è capitato. Puoi essere responsabile di quello che provi, ma soprattutto di come reagisci a quello che ti è capitato.

Che ci piaccia o no, assumiamo sempre un ruolo attivo in ciò che ci accade, sia internamente sia esternamente. Interpretiamo sempre il significato di ogni momento e ogni avvenimento. Scegliamo sempre i valori in base ai quali vivere e i metri di giudizio con cui misuriamo tutto quello che succede. Spesso lo stesso evento può essere positivo o negativo, a seconda del parametro che scegliamo di applicare.

Il punto è che stiamo sempre scegliendo, anche se non ce ne rendiamo conto. Sempre.

Anche quando non stai scegliendo niente in realtà stai scegliendo qualcosa.

Più scegliamo di assumerci la responsabilità della nostra vita, più abbiamo il potere di intervenire. Assumerci la responsabilità dei nostri problemi è dunque il primo passo per risolverli. Parlando di cambiamento questo è il primo vero e proprio mattone su cui costruire la tua scalinata.

 

Colpa e Responsabilità

Dare la colpa a qualcun altro è sicuramente facile, per certe persone particolarmente narcisiste è praticamente automatico. Diventa il modo per tenere protetta la nostra immagine dalle macchie del fallimento, dell’errore e ovviamente della colpa stessa.

Ma attenzione a non cadere in questo tranello. Colpa e responsabilità sono due cose ben diverse, anche se spesso le leghiamo insieme.

Prendi ad esempio quello che succede in un tribunale.

I giudici non possono scegliere i loro casi. Quando un caso finisce in tribunale, il giudice a cui viene assegnato non ha commesso il crimine, non ne è stato testimone e non ne ha risentito, ma ne è comunque responsabile. Il giudice deve quindi sceglierne le conseguenze; deve identificare il metro di giudizio secondo cui il crimine sarà misurato e assicurarsi che questa scelta venga portata a termine.

Siamo continuamente responsabili di esperienze che non sono colpa nostra. Fa parte della vita.

Ecco un modo per comprendere la differenza tra i due concetti.

La colpa è il tempo passato. La responsabilità è il tempo presente.

La colpa è il risultato di scelte che sono già state compiute. La responsabilità di scelte che stai compiendo adesso, ogni secondo di ogni giorno. Stai scegliendo di leggere questo testo. Stai scegliendo di riflettere sui suoi contenuti. Stai scegliendo di accettarli o rifiutarli. Può essere colpa mia se pensi che le mie idee non reggano, ma tu sei responsabile di essere giunto alle tue conclusioni.

I colpevoli della tua infelicità possono essere molti, ma nessuno a parte te ne è mai responsabile. E questo perché puoi sempre scegliere come vedi le cose, come reagisci, come le valuti.

 

Responsabilità e Psicoterapia

Come viene applicato questo concetto della responsabilità in psicoterapia?

Già nella fase di contratto terapeutico, l’accordo che faccio con la persona sul lavoro che verrà fatto insieme, esplicito che ogni scelta che vorrà o non vorrà fare sarà sua. In altre parole sarà una sua responsabilità.

Questo è fondamentale. Molte persone vengono in seduta chiedendo consigli su cosa devono fare, su che strada devono intraprendere, se devono lasciare il marito oppure no ecc.

Io non posso decidere per loro.

In terapia, metaforicamente, siamo un pò come Dante e Virgilio nell’inferno del paziente: io posso illuminare e far vedere alla persona cosa c’è a destra o a sinistra, posso spiegargli le cose che stiamo vedendo, posso raccontargli la mia esperienza, oppure fargli vedere i pericoli...ma chi decide la strada è Dante.

Questo è l’unico modo etico che credo sia possibile utilizzare in psicoterapia. L’obiettivo è quello di dar alla persona dignità ed autonomia nella sua vita fuori dal mio studio, non legarlo alle mie scelte in modo dipendente.

La scelta responsabile della persona è il fulcro attorno al quale ruota il cambiamento. E perchè sia un cambiamento stabile e duraturo nel tempo, deve essere una responsabilità che la persona si assume pienamente.

Il mio ruolo in questo è quello di sostenere il suo cammino. Nessuno dei due sa dove ci porterà la strada, ma lo aiuterò ad affrontare gli ostacoli e le salite che incontreremo.

 

Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.” (Confucio)

 

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Articolo scritto da Dott. Mattia Palleva
Psicologo Psicoterapeuta

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