Harry Houdini palleva psicologo trieste

Tre cose che il mago Houdini ti può insegnare

 

In psicoterapia della Gestalt spesso si usa il termine creatività. Con creatività si intende sia la capacità dell’individuo di adattarsi in modo spontaneo all’ambiente (autoregolazione organismica) sia lo strumento terapeutico utilizzato in seduta di co-costruzione della realtà.

 

Quando una persona viene in seduta infatti vuol dire che qualcosa si è rotto, che un qualche meccanismo della vita non funziona più come prima, oppure ancora che il mondo esterno richiede al paziente una trasformazione.

 

Bisogna da qualche parte attuare un cambiamento.

 

E’ la vita che lo chiede

 

Il cambiamento deve essere sia interno, nel profondo della persona, che esterno nelle azioni che poi porta e attua nel mondo.

 

Il cambiamento durante la seduta si avvale fondamentalmente di forme narrative come abbiamo già visto in uno scorso articolo. Non a caso uno dei testi fondamentali della psicoterapia della Gestalt si intitola “Ogni vita merita un romanzo” di Erving Polster.

 

Secondo lo psicologo Michael White, padre della terapia narrativa, l’obiettivo di una terapia psicologica è di curare le storie con cui i pazienti si raccontano. Uno psicologo non può cambiare il passato, ma può aiutare il paziente a ripercorrerlo con uno sguardo diverso. Per farlo deve usare parole in grado di ispirare creativamente una lettura alternativa di quello che è successo. 

 

Per alternativa si intende proprio il modo in cui viene visto l’evento, interpretato e narrato. Cambiare la narrazione farà cambiare l’emozione che proviamo.

 

La differenza tra speranza e disperazione si riduce all’abilità di elaborare storie diverse a partire dagli stessi fatti.
(Alain de Bottom)

 

Narrazione e creatività possono diventare allora i tuoi nuovi strumenti di guarigione, ma per saperli sfruttare al meglio dobbiamo chiedere aiuto a chi li utilizza da centinaia di anni nei palcoscenici di tutto il mondo: gli illusionisti.

mago palleva psicologo trieste

 

Lezione numero 1: cambia!

 

Il ‘700 è considerato uno dei secoli d’oro dell’illusionismo. I prestigiatori ancora prima di Harry Houdini riempivano i teatri ed erano celebrati al pari delle moderne rockstar.

Gli spettacoli dell’italiano Giuseppe Pinetti erano considerati in tutt’Europa un vero e proprio evento.

Giuseppe pinetti

Ogni sera schiere di giornalisti si accalcavano ad analizzare le performance di Pinetti. Proprio come oggi accade con YouTube, i giornalisti facevano a gara per smascherare o spiegare i trucchi, mettendo in forte imbarazzo l’artista che avrebbe dovuto presentare quella stessa performance la sera successiva.

Come si poteva allora mettere in scena un trucco che era appena stato smascherato su tutti i giornali?

Semplicemente cambiandolo! Il giorno dopo infatti Pinetti, sfoggiando una sicurezza degna di un attore consumato saliva sul palco e dichiarava:

 

“Ho letto sul giornale che io taglio questa donna in due usando una sega finta. Ora vi faccio vedere come lo faccio con un vera sega di ferro.”

 

 

Effettivamente il trucco che aveva usato era quello della sega finta, ma poi un evento esterno lo aveva costretto ad escogitare un nuovo espediente. In altre parole aveva usato la creatività per fare qualcosa di nuovo.

 

Questa è arte, performance ma anche crescita. Cambiare lo aveva costretto ad analizzare a fondo le sue esibizioni. Aveva studiato i suoi movimenti, le sue possibilità e ne aveva tratto qualcosa di nuovo, qualcosa di più efficace.

 

E le cronache dell’epoca riportano che questa sfida con i giornalisti l’ha dovuta affrontare più o meno ogni sera, cambiando in continuazione i suoi trucchi ma diventando al contempo il più grande artista dell’illusione del suo secolo.

 

Da questa lezione di tenacia e creatività possiamo apprendere anche noi, iniziando dai piccoli cambiamenti. Se non sei contento di qualcosa nella tua vita o di te stesso la regola è sempre una: fai, crea, sbaglia, impara, copia. AGISCI. Quasi sicuramente qualcosa di buono accadrà.

 

Un altro spunto interessante viene da una esperimento messo in atto dal mentalista Derren Brown che in Apocalypse “costringe” una persona a cambiare alcuni aspetti della sua vita inscenando un’apocalisse zombie. L’esperimento lo trovi su Netflix, e al netto della genuinità o meno della messa in scena, può rivelarsi un buon esempio di agire qualcosa nella tua vita prima che sia troppo tardi. O comunque prima che gli zombie invadano la terra ovviamente.  

 

“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.” (Winston Churchill)

 

 

Lezione numero 2: sii naturale!

L’illusionista Chung Ling Soo era noto per far comparire durante le sue esibizioni oggetti di notevoli dimensioni senza una apparente spiegazione, compreso un acquario di vetro con un pesce rosso dentro. Come era possibile?

 

Christopher Nolan in un passaggio del suo “The Prestige” ci spiega il trucco:

 

Si tratta in sostanza di una totale devozione alla propria arte per ottenere un movimento naturale. Poter rendere naturale una camminata con una palla di vetro tra le ginocchia è un compito che richiede anni di duro lavoro e sacrifici. Ogni mago infatti per rendere credibili i suoi movimenti deve essere naturale, sciolto.

Ma cosa ha a che fare questo principio con noi?

 

Abbiamo infatti parlato di cambiamento finora ma è fondamentale specificare una cosa: deve essere naturale. Per naturale intendo che non deve essere troppo distante da quello che sei tu, non quantomeno come primo step. Il cambiamento deve essere graduale e per essere buono e utile per la tua vita richiede tempo e impegno.

 

Prendiamo l’esempio del tuo aspetto fisico. Ti vedi troppo grasso, troppo magro, poco muscoloso, ecc. Allora un bel giorno, dopo diverse procrastinazioni decidi di iscriverti in palestra. In altre parole decidi di uscire dalla tua zona di confort, delle tue solite e tranquille abitudini. Bravo! Hai fatto un primo passo.

Arrivi in palestra e non hai mai alzato un peso in vita tua.
Quale bilanciere prenderai per primo? Quello da 5 chili o quello da 30?

 

Questo è un concetto importante per la tua crescita, perchè il cambiamento non avviene per grandi e pirotecniche svolte, ma il più delle volte si realizza per piccoli, progressivi e naturali passaggi. E’ una guerra che si vince un centimetro alla volta.

 

 Lo schema che trovi qui ti può aiutare a capire meglio questo concetto: la zona verde è la zona di confort, e per molti coincide con il divano o il bar sotto casa.

La zona azzurra è la zona di apprendimento, quella zona in cui vai in palestra e inizi con un peso da 5 chili.

Apprendimento palleva psicologo trieste

La zona rossa invece è la zona di pericolo: alzare da subito un bilanciere da 30 chili senza preparazione probabilmente ti costerà lo strappo di un muscolo se non peggio.

Usare questo semplice schema ti può aiutare a calibrare al meglio le tue sfide e i tuoi obiettivi.

Man mano che starai nella zona blu di apprendimento vedrai che essa si allargherà in modo naturale.

 

Per tornare al nostro esempio i tuoi muscoli diverranno più forti, e dopo un pò potrai alzare più peso.

 

Questo è il principio del cambiamento.

 

L’illusionista Chung Ling Sung probabilmente prima di iniziare con l’acquario aveva iniziato con oggetti più piccoli. Tuttavia proprio lui ci insegna ancora il pericolo di inoltrarsi senza preparazione nella danger zone.

La notte del 23 marzo 1918 presentò lo spettacolo “Marvelous Chinese Conjurer” (tra l’altro in realtà non era cinese, il suo nome era William Robinson ma si era finto sempre cinese) dove tentava un numero di Bullet Catching: fermare un colpo di pistola sparato addosso. Non ce la fece, e quella fu la sua ultima esibizione.

Morì quella stessa notte. Evidentemente era troppo anche per lui.

 

danger zone palleva psicologo

 

Lezione numero 3: attento a cosa pensi!

 

Uno degli strumenti più utilizzati dai maghi al pari del cilindro o della bacchetta magica è la misdirection.

Essa non è altro che il depistaggio dell’attenzione, la capacità di far convogliare lo sguardo del pubblico su una mano mentre con l’altra si sta eseguendo un trucco. Artisti come il duo Penn & Teller hanno portato questo principio allo stato dell’arte.

 

penn & teller palleva psicologo trieste

 

Per lo stesso principio nella magia un movimento più grande ne nasconde uno più piccolo. Se ad esempio muovo un braccio come per salutare qualcuno, probabilmente nessuno noterà se sto muovendo o meno il pollice della mano.

 

In entrambi i casi un ruolo fondamentale viene dato all’attenzione.

Così può essere anche per il tuo cambiamento o per la gestione di quello che ti accade nella vita. Una battuta che gira tra i prestigiatori è “I have a secret assistant and her name is Miss...direction!”.

 

Vediamo come può diventare allora anche la tua assistente.

 

Sappiamo infatti che quando siamo dentro una crisi ogni aspetto legato ad essa diventa predominante rispetto agli altri. Un marito geloso vedrà solo segni del tradimento della moglie in ogni luogo. Una persona lasciata dalla fidanzata non farà che pensare a lei ogni momento. La nostra attenzione è dunque mangiata da quegli aspetti che vorremmo migliorare, cambiare o che ci fanno soffrire.

 

Ma se come dicevamo all’inizio la guarigione avviene raccontando una storia nuova dobbiamo depistare la nostra attenzione verso quegli aspetti che ci possano narrare un nuovo romanzo della nostra vita.

 

Pensiamo a qualcuno che si rivolge a uno psicologo alla fine di un rapporto di coppia. Raccontando la vicenda, in che posizione colloca il suo personaggio? Si descrive come la vittima? Si attribuisce i sensi di colpa del carnefice? O vive il tutto con la freddezza di uno che passa di lì per caso? Quale ruolo ha il destino nella storia che racconta? O quanto sente, al contrario, di avere il controllo della situazione?

 

Insomma, le parole sono lo strumento privilegiato per accedere alla nostra anima. Ma non basta. Ci sono parole che possono guarire. E noi dobbiamo essere in grado di mettere l’attenzione su quegli aspetti, gli aspetti che ci possono raccontare non una storia diversa dalla realtà ma una storia nuova che ci faccia stare meno male e che ci dia la possibilità di rinascere nuovamente.

 


 

Come abbiamo visto due mondi apparentemente lontani come psicoterapia ed illusionismo possono avere anche molti punti di contatto: sicuramente la creatività e la narrazione di una stessa storia da differenti punti di vista.

 

Pinetti raccontò la stessa storia in centinaia di modi diversi. I trucchi del 1700 vengono ancora usati da Dynamo o da Chriss Angel. Si tratta solo di imparare a vedere la stessa cosa da angoli diversi.

 

I terapeuti con i loro pazienti da un lato e gli illusionisti con il loro pubblico dall'altro devono:

...parlare di vita, esperienze e contenuti, perché è qui che inizia e finisce la terapia/arte. Vita. Tutto il resto, miei stanchi amici, è sfiorato dalla mano gonfia di Onan. Se esiste una parola per definire l’approccio più diffuso alla nostra terapia/arte, quella parola è "ossessione autoerotica". Scegliete la vita, signore e signori. La vita, miei cari. Siamo demiurghi in un mondo di meraviglie e profeti della sorpresa. Possiamo accompagnare le persone ai confini della propria rappresentazione del mondo, per consentire loro di cogliere l’oscurità e l’abisso urlante che si estendono dove la loro comprensione non arriva.

 

Lascio a te scoprire se questa frase l’ha detta un terapeuta Gestalt o un illusionista, in fondo è solo una storia vista da punti diversi. 😉

 

presto_head

 

 

Mattia-Palleva-Psicologo-Trieste

Articolo scritto da Dott. Mattia Palleva
Psicologo Psicoterapeuta

4 thoughts on “Tre cose che il mago Houdini ti può insegnare

  1. Rispondi
    Matteo - 30 Marzo 2019

    Ogni volta che leggo gli articoli di Mattia rimango stupito dalla sua geniale creatività narrativa! Complimenti!

    1. Rispondi
      Mattia Palleva - 30 Marzo 2019

      Ehehe, grazie Matteo! Mi fa piacere 🙂

  2. Rispondi
    Massimo Polidoro - 7 Giugno 2019

    Complimenti Mattia! Davvero un’ottima analisi e scritta molto bene. Ne vogliamo ancora!

    1. Rispondi
      Mattia Palleva - 7 Giugno 2019

      Grazie Massimo!!! Detto da te è proprio un onore!!! 🙂

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