Psicologia o Psicoterapia Gestalt?

Se hai già sentito il termine Gestalt (che possiamo tradurre in “forma”) molto probabilmente hai letto o visto uno dei classici studi relativi alla psicologia della Gestalt ed in particolare ai principi legati alla percezione visiva.

Qui sotto alcuni classici esempi dei principi che governano la nostra percezione secondo la psicologia della Gestalt che puoi trovare in magliette, poster, ecc

gestalt-palleva

Molte grandi e famose aziende utilizzano tutt’ora questi principi nella costruzione e nel design di loghi e brand.

 

LOGHI-GESTALT-PALLEVA

 

Ma benchè ne abbia tratto ispirazione per descrivere il funzionamento della nostra mente da un punto di vista filosofico, psicologia della Gestalt e psicoterapia della Gestalt sono due cose totalmente diverse: la prima si occupa di studi sperimentali sulla percezione, la seconda del benessere esistenziale dell’individuo.

Io nel mio lavoro mi occupo di quest’ultimo aspetto.

 

 

La Psicoterapia della Gestalt

Fritz Perls e la terapia centrata sulla persona

 

 “La terapia della Gestalt è un modo di occuparsi di un altro essere umano per dagli la possibilità di essere sè stesso, saldamente ancorato nel potere che lo costituisce” (P. Baumgardner)

 

Descrivere la Psicoterapia delle Gestalt in poche righe non è una cosa semplice.

Questo modello nasce negli anni 50 in America per opera del tedesco Frederick “Fritz” Perls come una branca della psicanalisi freudiana.

Fritz-Perls-Palleva-Psicologo

Perls si ritrovò insoddisfatto del modello psicanalitico e decise di implementare al suo interno alcune delle correnti culturali, filosofiche e psicologiche del periodo, fra cui la fenomenologia, il costruttivismo, l’esistenzialismo, il pragmatismo, nonché la psicologia della Gestalt da cui prende l’idea che la natura umana sia organizzata in struttura e totalità (“Il tutto è più della somma delle parti”).

La psicoterapia della Gestalt così come è stata concretizzata da Perls si è quindi caratterizzata più come una vera e propria corrente di pensiero. Negli anni numerosi autori hanno dato i loro differenti contributi portando ad una vera e propria evoluzione dell’originale di Fritz Perls tant’è che oggi possiamo parlare di tante Gestalt più che un solo modello.

 

La psicoterapia della Gestalt è innanzittutto un approccio che mette al suo centro la persona e non il sintomo (malattia, disturbo o qualsiasi altra etichetta predefinita).

Questo particolare modo di vedere la terapia deriva direttamente dalle intuizioni di Carl Rogers e implica che ogni paziente sia un individuo inserito in un sistema e non una malattia.

Un esempio?

 

Seduto nel mio studio, davanti a me, c’è Mario.

VS

Seduto nel mio studio, davanti a me, c’è una persona con una depressione maggiore

 

Questo non vuol dire che la depressione di Mario viene messa in secondo piano o ignorata, ma viene bensì trattata in base a quello che Mario è come persona, con la sua storia di vita, le sue emozioni, i suoi pensieri, le sue risorse e le sue idiosincrasie.

Non solo.

Anche il terapeuta come persona ha un ruolo attivo e partecipativo nel processo. In altre parole anch’io porto in seduta, come il Mario dell’esempio, la mia storia di vita, le mie emozioni, i miei pensieri, le mie risorse e anche le mie idiosincrasie.

Questo non vuol dire che un terapeuta Gestalt ti viene a raccontare la sua vita ogni volta che vai in terapia da lui.

Almeno, questo non è quello che faccio io.

Tuttavia possiamo dire che “usa” le sue emozioni e i suoi pensieri per aiutare il paziente.

 

 

La relazione che cura

L'io-tu di Martin Buber

Il terapeuta come persona diventa dunque uno strumento che può rimandare determinati vissuti nati dalle narrazioni del paziente. Può capitare ad esempio di commuoversi, di arrabbiarsi, di gioire davanti a certe storie di vita che le persone raccontano. Esplicitare questo vissuto al paziente è uno strumento della Gestalt utilissimo ed estremamente.

Perchè?

 

Perchè se è vero quello che sento allora la persona che ho davanti si sente “vista”, compresa nel suo vissuto. Non si sente più sola. E questo, nella vita di tutti i giorni è molto raro.

 

psicologo-mattia-palleva-relazione-terapeutica

 

Il processo che ho descritto brevemente qui sopra è quella che viene definita da Martin BuberLa relazione dialogica Io-Tu”.

La psicoterapia Gestalt è dunque innanzitutto relazione.

Diverse ricerche hanno studiato negli ultimi anni l’efficacia dei differenti approcci (cognitivo comportamentale, gestalt, psicodinamico, ecc.) nel trattamento dei disturbi psichici.
Ciò che è emerso da queste indagini è che il vero parametro per misurare l’efficacia di una psicoterapia è la qualità della relazione che si instaura tra terapeuta e paziente.

La Gestalt in questo ha sicuramente un vantaggio in più proprio per la particolare filosofia e metodologia su cui è basata: in molti in fatti definiscono la Gestalt come “la relazione che cura”.

 

 

Fenomenologia ed Esistenzialismo

La ricerca dell'evento

Viviamo in un mondo fatto di interpretazioni. Il cervello di ognuno di noi è strutturato su interpretazioni. Le interpretazioni quando sono corrette velocizzano la maggior parte delle nostre azioni e ci possono addirittura salvare la vita.

Se ad esempio senti il rumore di una macchina mentre stai attraversando la strada il tuo cervello ti dice (“interpreta”) che ci sia un’automobile in arrivo e ti da i comandi per spostarti al sicuro.

Questo è un esempio di interpretazione corretta.

Tuttavia per molti altri aspetti interpretiamo gli eventi in modo molto meno sano ed utile.

 

Palleva-Psicologo-Fenomenologia

Ciò che la terapia della Gestalt fa attraverso l’apporto della filosfia fenomenologica è quello di spogliare il fenomeno da qualsiasi tipo di interpretazione (del terapeuta o del paziente) fino ad arrivare al nocciolo vero della questione: l’evento stesso, cioè quello che si può osservare senza inutili teorizzazioni, ipotesi, interpretazioni ecc.

 

 

Prendiamo ad esempio una persona che soffre di una forte gelosia: tenderà ad interpretare ogni azione del suo partner come una minaccia al loro rapporto. Ogni sguardo, ogni gesto, ogni oggetto verrà interpretato in modo da corrispondere con la sua gelosia. Diventerà una fissazione. Ogni aspetto della sua vita con il partner verrà interpretato come un possibile indizio di tradimento.

 

Sono proprio questi i pensieri che ci legano alle nostre nevrosi, che ci fanno star male, e che ci portano a costruire castelli in aria di pensieri, labirinti senza uscita di continue ed inutili elucubrazioni.

 

Ciò che più alimenta questo tipo di circoli viziosi nevrotici sta in una semplice parola: perchè.

 

“I perché della nevrosi spiegano ben poco, potranno fornire un capro espiatorio, ma non una risposta. Le domande che iniziano con un perché non danno luogo ad altro che a risposte belle e pronte, a difese, a razionalizzazioni, a pretesti, e al delirio che un evento è spiegabile con una sola causa…Il “come” indaga sulla struttura di un evento, e una volta chiarita la struttura tutti i perché ricevono automaticamente una risposta” (Perls, 1977).

 

In modo forse un pò provocatorio possiamo affermare che la terapia Gestalt cerca la verità. Non la verità assoluta ed universale, ma la verità per quella persona nel qui ed ora.

 

Fritz Perls desciveva questo processo con una metafora: “Peeling the onion” (sbucciare la cipolla).

 

Lavorare con la verità permette alla persona di conoscere il suo vero se, e tutte le potenzialità che esso racchiude, potenzialità fino ad allora nascoste dai numerosi strati della cipolla.

 

 

Creatività

Il tuo strumento di cura più grande

Un altro punto di forza centrale nel metodo Gestalt è la creatività. Essa antropologicamente appartiene ad ogni persona ed è la capacità dell’individuo di adattarsi in modo spontaneo all’ambiente (autoregolazione organismica).

trasformazione-palleva-psicologo-crescitaPer creatività dunque non si intendono talenti artistici particolari, ma movimenti spontanei all’adattamento che esistono in ognuno di noi ma che in psicoterapia vengono sviluppati ed utilizzati. L’etimologia delle parole creatività e crescita è la stessa e il significato che le accomuna è che indicano una trasformazione.

 

Utilizzare la creatività vuol dire concedere al paziente la possibilità di trovare nuovi modi di agire e di pensare, e soprattutto nuove soluzioni a problemi che sembravano irrisolvibili. E’ un processo che va dal conosciuto (ma che non funziona) al non conosciuto (ma che invece può funzionare).

 

Benché come abbiamo detto la creatività sia una capacità insita in noi è altresì vero che non siamo così abituati ad utilizzarla nelle nostre vite. Piuttosto abbiamo tutti la tendenza a fossilizzarci nei nostri schemi e nei nostri soliti copioni comportamentali e relazionali.

I sistemi, come ad esempio la famiglia oppure la coppia, non contemplano per lungo tempo queste forme di immobilismo. E’ necessario allora utilizzare processi creativi per adattare noi stessi alle nuove realtà.

cambiamento-palleva-psicologo

E’ un processo di scoperta, in qualche modo di ricomposizione di forme già esistenti. Anche in questo caso non è uno snaturare la proprio personalità, ma bensì di fare altro con quello che si è, parafrasando la famosa frase di Sartre.

 

È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei.

 

benessere-psicologico-palleva

 

 

 

Dott. Mattia Palleva
c/o Istituto Gestalt Trieste
Via Rossetti 8
34125 Trieste

Scroll to top